03/13/05

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La risposta ampiamente positiva, che l'Insegnamento della Religione Cattolica ha ricevuto in questi anni è un chiaro segno di fiducia da parte della famiglia verso il servizio educativo che questa disciplina offre, servizio <<volto a formare personalità giovanili ricche di interiorità, dotate di forza morale e aperte ai valori della giustizia, della solidarietà e della pace, capaci di usare bene la propria libertà>>(cfr. Giovanni Paolo II, Discorso alla XXXIV Assemblea Generale della Conferenza Episcopale Italiana, Roma 08 maggio 1991). Infatti, a monte della scelta del giovane per l'Insegnamento della Religione Cattolica, incontriamo le istanze del genitore, che rivolge alla scuola una sincera domanda di educazione e sente la necessità che tale istituzione stabilisca un rapporto profondo ed autentico con l'universo giovanile, rapporto che non eluda le domande religiose e i bisogni interiori degli alunni. I figli sono anche <<studenti>>, ma innanzitutto persone in via di maturazione, che hanno bisogno di compiere un percorso di confronto con un quadro di valori che ne favorisca una crescita organica e strutturata. Per questo l'Insegnamento della Religione Cattolica svolge una funzione di sostegno, ritenuta valida anche e soprattutto da quei genitori che ritengono indispensabile trasmettere alle nuove generazioni i valori cristiani. La possibilità di avvalersi o meno dell'Insegnamento della Religione Cattolica riveste un significato indubbiamente positivo nei confronti degli alunni e delle famiglie, in quanto fa sentire lo studente sempre più protagonista della propria formazione, promuove il valore della libertà di coscienza e spinge genitori e figli ad un confronto aperto e costruttivo su che cosa significhi effettivamente <<andare a scuola>>ed operare scelte mature e responsabili. In questo senso l'opera propositiva della famiglia si rivela indispensabile, come un compito che nessun'altra agenzia educativa può assolvere. Così tra famiglia e Insegnamento della Religione Cattolica si può realizzare un rapporto di collaborazione, come sottolineano le parole pronunciate da Papa Giovanni Paolo Il in occasione del simposio europeo sull'Insegnamento della Religione Cattolica, tenutosi a Roma nel 1991: <<Incoraggio di cuore tutte le famiglie e, in particolare i genitori cattolici, consapevoli oggi del gravoso compito educativo che è loro affidato, a scegliere l'insegnamento religioso per i propri figli e a rendersi, nello stesso tempo, responsabili e protagonisti, insieme ai docenti di religione e agli stessi giovani, del cammino di progresso di tale insegnamento>>.

La comunità cristiana, l'Insegnamento della Religione Cattolica ed il servizio del docente di religione sono strettamente collegati. Il loro obiettivo comune consiste nel promuovere la formazione integrale della persona: l'Insegnamento della Religione Cattolica sotto l'aspetto cognitivo, l'attività pastorale nel cammino di fede. Pertanto, il rapporto tra la comunità cristiana e l'insegnante di religione dovrebbe essere basato su una collaborazione reciproca e rispettosa dei diversi ruoli.Ma come sensibilizzare la comunità sull'importanza della formazione umana e religiosa del giovane nell'ambito scolastico? Un´opera di sensibilizzazione può essere resa proficua attraverso incontri e momenti di confronto in cui emerga il progetto educativo che il docente di religione propone all'interno della scuola, progetto volto alla promozione di una cultura di valori autenticamente cristiani, fondati su Dio, sulla dignità dell'uomo e sul Vangelo dell'amore. L'Insegnante di Religione con il suo lavoro stimola l'approfondimento dei grandi interrogativi relativi al senso della vita, al significato del mondo che ci circonda e agli impegni concreti che rendono ogni uomo veramente tale. Le tematiche elaborate nell'ora di religione a scuola possono costituire un punto di partenza per la realizzazione, nell'ambito della comunità cristiana, di proposte e di progetti per i ragazzi. Nell'ambito parrocchiale l'Insegnante di Religione può essere valorizzato per le sue competenze culturali in attività di formazione degli operatori pastorali su alcune tematiche che riguardano da vicino i giovani e la loro formazione personale e religiosa. Inoltre si deve tener presente che l'Insegnante di Religione viene spesso a contatto con le esigenze, i conflitti, le tendenze ed i problemi più urgenti dei giovani. Il lavoro coordinato di scambio di informazione e di collaborazione può favorire la sensibilizzazione di tutta la comunità sui comportamenti e i disagi giovanili. L'Insegnante di Religione può aiutare la comunità cristiana a sperimentare nuovi linguaggi adatti a trasmettere il messaggio religioso e a proporre esperienze significative per la vita e la crescita del giovane. Ciò serve ad avvicinare i giovani, la scuola e la comunità cristiana alle sfide della società e favorisce un confronto costruttivo tra i contenuti ed i valori della religione cattolica e la cultura contemporanea.

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Le informazioni contenute in questa pagina sono tratte da: BOLLIN A. (ed.), L'insegnamento della religione oggi. Compendio sull'I.R.C. per docenti, operatori pastoriali e famiglie = Strumenti per l'I.R.C. 11, (Leumann 1999) 73-76. Si rimanda al testo originale per ogni approfondimento

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